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ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI MILANO, Corso di Decorazione – Istituito nel 2015 – Docente Maria Teresa Illuminato


Ethos, Logos, Pathos – le tre categorie di ricerca per una disciplina “open innovation”

La Decorazione è una passione artistica come si sa che risale alla Preistoria. Nella straordinaria invenzione dei suoi mezzi e materiali, la Decorazione, attraverso esperienze e tradizioni assai diverse, stili e tecniche varie e complesse, si è legata e ha contaminato nei secoli ogni singola manifestazione di arte e architettura.

Alla base del repertorio d’esperienze del fare decoro che hanno accompagnato il respiro dell’umanità, è sempre stata stretta l’interazione tra i gesti creativi dell’artista e le attività, i modi di vita e di pensiero delle comunità che li hanno commissionati.

In costante e inevitabile riformulazione delle aspirazioni estetiche e spirituali del tempo e della civiltà.

Il complesso rapporto che la Decorazione intesse con la modernità ci consegna oggi una disciplina la cui area di interesse si è estesa considerevolmente ma, proprio per questo, ha bisogno di essere sostanzialmente ridefinita. E soprattutto, la quantità e la rapidità di trasformazioni che stanno caratterizzando la funzione sociale dell’artista in relazione sempre più concreta con il retroterra urbano e gli scenari chiassosi e pervasivi dell’immagine pubblicitaria che lo determinano, esigono un ripensamento sugli orientamenti degli attuali statuti disciplinari della materia, così come vengono declinati nell’ambito dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Il presupposto è la sfida di un’offerta formativa al passo con i tempi, di alta qualificazione e professionalizzazione in nuovi profili specialistici dedicati al Dècorum.

Dopo la società basata sulla caccia, quella agraria, quella industriale e l’information society, è in arrivo una super-smart society centrata sull’uomo e fatta soprattutto di intelligenza artificiale e robot. Mentre l’Europa si sta confrontando con i cambiamenti portati dall’elaborazione tedesca di “Impresa 4.0”, il Giappone sta già guardando alla “Society 5.0”.

Rispetto alla tradizione della Decorazione storica, a cambiare non saranno solo le tecnologie e la derivante sperimentazione e progettazione innovativa di componenti di decoro, ma tutto il contesto di business. Ci confronteremo sempre più con una quantità di archivi storici digitali, esponenzialmente crescenti, riferiti alle applicazioni di Decorazione nel tempo, i cosiddetti big data, che potranno essere acquisiti e rielaborati in tempi rapidi attraverso un terminale non solo dal professionista, ma anche autonomamente dallo stesso committente.

Ed è qui che entra in gioco una domanda fondamentale: quale sapere e prospettive poetico-didattiche offrire nel nostro tempo agli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Brera, per contribuire a continuare a progettare il futuro e non essere semplici operatori ancillari di macchine artificiali?

L’impresa di Decorazione di qualità, capace di offrire soluzioni personalizzate e originali, crea ampi margini di risposta. In quest’ambito, Aristotele ci aiuta a mettere ancora l’uomo al centro del nostro percorso formativo. Ciò infatti che rappresenterà sempre un punto di forza è partire proprio dall’identità culturale e dal valore del singolo e dallo sviluppo delle proprie competenze.

Nell’era della societing, dove produzione e consumo vogliono abbattere i tradizionali steccati, l’azione formativa nella pratica della Decorazione può mantenere una funzione “alta” e persuasiva di coesione, integrazione e innovazione sociale, in relazione alla comunità e ai luoghi in cui agisce, se pone tre grandi categorie al centro della propria narrazione: Ethos, Logos, Pathos.

Ethos è la prima lettera dell’alfabeto che vorremmo coniugare alla nuova disciplina. Questo vuole poter dire includere nelle proprie competenze e conoscenze un patrimonio di simboli e significati a cui restituire la sua dimensione culturale più ampia. L’aver posto al cuore del corso triennale di Decorazione 5.0 il Museo Astronomico e l’Orto Botanico di Brera nei progetti di Decorazione degli allievi, ha soprattutto la valenza di stimolare la palestra del pensiero formativo intorno alla natura essenziale della materia e l’armonia del cosmo, combinando insieme l’osservazione complessa “multiverso” del macro e del microcosmo che formano un insieme indivisibile.

Logos è la parte razionale a cui appartiene non solo il raccontare, ma anche l’udire autentico. Da questi significati si chiede all’allievo la presentazione di una elaborazione artistica basata sullo studio della funzione del materiale e attente ricerche analitiche specifiche degli obiettivi artistici e produttivi perseguiti.

Pathos è la componente attraverso cui si intende evolvere il linguaggio decorativo con inediti e permeabili criteri estetici e concettuali, strettamente partecipati e partecipativi al tema dello sviluppo sostenibile e alle problematiche dei cambiamenti climatici, perché l’espansione dell’umanità continua e il costante sfruttamento di risorse ambientali e sociali sta incontrando dei limiti assoluti.

A tenere insieme le diverse esperienze del singolo studente legate al suo agire la Decorazione, lo scenario di un consumo non più passivo di tecniche e materiale – così come proposto per primo da Bernard Cova, professore all’EuroMed di Marsiglia, già in un articolo nel lontano 1993 – ma rivestito, come nella Street Art – di una nuova funzione relazionale di legami, che insieme costruiscono forme di micro socialità/tribù appunto di forte valenza simbolica, che contribuisce alla generazione di valore per la cultura figurativa di per sé, per attivare o generare un cambiamento o perlomeno costruire un nuovo vocabolario di segni decorativi verso una maggiore aderenza alla realtà.

 


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