WORKS

PROGETTI DI RICERCA: cartastoffaplasticavetrotexturematerialiabitisegni /

 

STATUS SYMBOL
In un’epoca travolta dal caos, dove le ideologie si sgretolano, le istituzioni vacillano e le strutture politiche e geopolitiche crollano sotto il peso delle contraddizioni umane, gli status symbol emergono come fari di sicurezza, punti di riferimento nella tempesta. Essi incarnano continuità e memoria, offrendo alla mente e al cuore un’ancora di stabilità, un rifugio simbolico dove la cultura, il pensiero e l’emozione trovano sostegno. In questo fluire incerto del presente, diventano pilastri di senso, testimoni del nostro bisogno primordiale di permanenza e identità.

 

 

NERO PANTELLERIA

Il nero non esiste come colore assoluto: esiste solo nella nostra immaginazione. Sull’isola, invece, il nero prende forme concrete e sorprendenti: l’ossidiana lucida della Balata dei Turchi, il basalto compatto di Kharuscia, il tufo poroso e nero-verde di S. Marco. Ognuna di queste pietre custodisce un proprio mondo, con densità, inclusioni e riflessi unici, come un linguaggio segreto che sfida l’artista a vedere oltre l’apparenza.

Il nero diventa metafora della potenzialità, della trasformazione: ciò che sembra oscuro e impenetrabile nasconde possibilità di vita, di creazione, di rigenerazione. Ogni superficie, ogni frammento è invito a riconoscere nella materia la capacità di mutare, a leggere il caos come ordine nascosto e a trasfigurare ciò che appare senza valore in fonte di bellezza e di significato. Qui, sulla soglia tra natura e arte, tra materia e immaginazione, il nero non è assenza ma concentrazione: energia primordiale da cui scaturisce luce, forma, espressione. Sfida e responsabilità dell’artista è accogliere questa potenza, rispettarla e tradurla, trasformandola in opere capaci di restituire al mondo una nuova armonia, un nuovo senso, una nuova vita.

 

TESSUTO SAVE

Questa stoffa innovativa nasce dall’incontro tra creatività e sostenibilità. Frammenti tessili, stoffe e fili di scarto si fondono in un nuovo tessuto, armonizzati secondo cromie studiate, dando vita a superfici uniche e vive. Le fibre, ricavate da polimeri naturali e lavorate con processi eco-compatibili, trasformano materiali destinati al rifiuto in pura materia di espressione artistica.

Non è solo un tessuto: è una tela per il gesto creativo, uno strumento con cui il designer o lo stilista può raccontare storie di rinascita e bellezza consapevole. Al tatto e alla vista, questa stoffa parla di innovazione, etica e armonia con la natura, aprendo possibilità infinite per il design e la moda che vogliono farsi portatori di un cambiamento concreto e poetico.

 

LEDA AND THE SWAN

Leda cammina tra il mito e la realtà. Giove, cigno impetuoso, la cercò e la scelse; oggi Leda è la custode di una trasformazione: una sedia dimenticata, abbandonata in discarica, che ha trovato nuova vita. La sua forma richiama la grazia del cigno, la ieraticità del sacro e la morbidezza dell’amore; ogni curva, ogni linea, narra un gesto sospeso tra leggerezza e desiderio.

Il tessuto che la riveste non è più semplice stoffa, ma un tessuto non tessuto di nuova generazione, nato da materiali scartati, rigenerati e reinventati. I fili intrecciati, i drappeggi sapienti, diventano gesto creativo, metamorfosi tangibile, trasformazione poetica di ciò che sembrava perduto.

Leda è un incontro tra passato e futuro, tra materia e mito. È memoria e innovazione insieme, scultura e design, arte e sostenibilità. Sedersi su Leda non è solo un atto funzionale: è un gesto di partecipazione alla sua storia, un invito a contemplare la bellezza che può nascere dal rifiuto, la poesia che può germogliare dalla materia dimenticata. In ogni dettaglio si respira l’eco del mito antico e la sfida contemporanea: restituire dignità, valore e meraviglia a ciò che il mondo aveva relegato all’oblio. Leda non è più solo una sedia: è leggenda, rinascita, arte viva.